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Didattica 2.0: imparare a memoria non è più necessario?

Nell’era di internet imparare a memoria nomi, date e testi è ancora importante? Se lo domanda Don Tapscott. L’autore di bestseller come Wikinomics e Grow Up Digital afferma provocatoriamente che grazie a strumenti come Google non sia più necessario memorizzare.

“Gli insegnanti non sono più fonte di conoscenza: questo ruolo è svolto da internet”, ha dichiarato Tapscott a Times Online. ” I bambini dovrebbero conoscere la storia per capire il mondo, ma non c’è bisogno che conoscano tutte le date”.

Nel corso della vita i bambini dovranno rinnovare il proprio bagaglio di conoscenze più volte, a causa della complessità del mondo in cui viviamo, quindi imparare a memoria dati e date per Tapscott è una perdita di tempo. Per Tapscott i bambini dovrebbero imparare piuttosto a pensare in modo creativo

Il web sta sicuramente influenzando il modo in cui pensiamo, a cominciare dalla “attenzione parziale continua”. Richard Cairns, preside del Brighton College, ha però un’opinione ben diversa da quella di Tapscott: “È importante che i nostri bambini imparino i fatti. Se non si ha una conoscenza di base da cui attingere diventa più difficile fare discussioni o prendere decisioni con consapevolezza”.

Fonte:
l’articolo di Read Write Web sulle opinioni di Don Tapscott

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Sen Teacher: materiali didattici per bambini con problemi di apprendimento

Sen Teacher è il sito che offre agli insegnanti materiali e risorse didattiche per bambini con difficoltà nell’apprendimento (SEN è acronimo di Special Need Education, ovvero i nostri BES Bisogni Educativi Speciali).

Nella sezione Printables ci sono semplici esercizi di matematica, inglese e logica. Tutte le attività, prima di essere stampate, possono essere personalizzate online. Sen Teacher è un valido supporto per tutti gli insegnanti di sostegno o i genitori di bambini con bisogni educativi speciali.

Fonte:
l’articolo di Catepol su Sen Teacher

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Schede didattiche e materiali educational per insegnanti su edHelper

edHelper è il sito che aiuta gli insegnanti a fare lezione. Grazie a tantissime schede didattiche da stampare, edHelper offre contenuti educational per bambini di età e preparazione diversa su tutte le materie (matematica, lingue, scienza…).

Per i bambini più piccoli, ci sono anche giochi, disegni da colorare e attività fai-da-te. In occasione di Halloween, ad esempio, edHelper ha appena lanciato una sezione del sito con idee divertenti per attività che i docenti possono organizzare durante le lezioni di ottobre.

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Amazon venderà i computer low-cost One Laptop Per Child (OLPC)

Da novembre i notebook low-cost di One Laptop Per Child saranno in vendita su Amazon. L’alleanza con il colosso dello shopping online permetterà al progetto guidato da Nicholas Negroponte di superare i problemi di distribuzione di cui vi avevamo parlato qualche tempo fa, ma anche di dar vita nuova al programma Give One Get One.

I computer OLPC XO erano stati originariamente sviluppati per colmare il digital divide nei Paesi del Terzo Mondo e permettere anche ai bambini poveri di collegarsi a internet. Anche dai Paesi più ricchi sono cominciate ad arrivare richieste per il notebook di OLPC. Lo scorso anno è stato dunque lanciato il programma Give One get One, per cui era possibile per i privati acquistare un OLPC XO pagando un prezzo doppio, al fine di regalare un computer anche a un bambino di un Paese povero.

One Laptop Per Child però non aveva né le infrastrutture né la forza lavoro per mantenere il programma e, a fronte delle proteste di clienti insoddisfatti, era sta costretta a interromperlo. Grazie ad Amazon Give One get One tornerà attivo e chi acquisterà un computer sullo store a prezzo doppio potrà così donare un altro computer a un bambino povero.

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Computer low-cost in India: da One Laptop per Child a Apple II

Un’invasione di computer low-cost sta per conquistare l’India. Si comincia con One Laptop per Child (OLPC), il progetto di computer da 100 $ di Nicholas Negroponte.

In Paesi come il Perù e l’Uruguay la distribuzione dei laptop XO ai bambini è finanziata dallo stato. In India, invece, per ben due volte negli anni scorsi il governo ha rifiutato di accordarsi con l’associazione di Negroponte.
Per raggiungere i bambini indiani è stato dunque necessario un cambio di strategia da parte di OLPC: Negroponte si è alleato con il miliardario indiano Anil Ambani che, con la sua società Reliance ADA Group, si occuperà della logistica per l’installazione dei laptop XO nelle scuole elementari.
Si comincerà con 500 computer low-cost, ma il mercato è ampio: ci sono 150 milioni di studenti iscritti nelle scuole elementari dell’India. Come riporta Business Week, per Reliance, che è una compagnia di telecomunicazioni, questa è soprattutto un’opportunità di marketing per allargare la base dei propri utenti.

Nel frattempo, Derek Lomas, studente 27enne del MIT, sta facendo parlare di sé per il progetto di un computer low-cost da 12 $. L’idea è venuta al ragazzo proprio in India, dove già si usano vecchie console della Nintendo adattate per garantire un rudimentale accesso a internet.
Lomas avrebbe quindi intenzione di acquistare vecchi Apple II degli anni 80 e di modificarli aggiungendo nuovi programmi, una memoria più estesa e il collegamento a internet. I computer dovrebbero poi essere distribuiti ai bambini dei Paesi in via di sviluppo, a partire dall’India.

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Internet nella vita dei bambini: intervista a Andrea Lupparelli

Terzo appuntamento con le nostre interviste a docenti che, per passione o per motivi professionali, si occupano di internet e nuove tecnologie. Oggi incontriamo Andrea Lupparelli, insegnante nella scuola scuola primaria, da anni insegnante d’aula e tutor on-line nei Corsi PuntoEdu e counselor dei percorsi ForTic (Piano nazionale di formazione degli insegnanti sulle Tecnologie dell’Infromazione e della Comunicazione ).

Secondo la sua esperienza di insegnante, quale può essere il ruolo di internet nella vita dei bambini? In che modo possono trarre vantaggio da questo mezzo, anche a livello didattico?

La domanda potrebbe essere posta anche in questi termini: per quale ragione un insegnante dovrebbe fare a meno di utilizzare Internet quale supporto nelle attività scolastiche? Un insegnamento efficace richiede che si attui la più ampia diversificazione di strategie didattiche: in questo senso Internet viene a costituire
una risorsa da cui non avrebbe senso prescindere. Non si tratta tanto della disponibilità pressoché illimitata di materiali informativi quanto della circostanza che il bambino coinvolto nella ricerca e selezione delle informazioni in Rete diviene effettivamente protagonista della propria esperienza di apprendimento.
Ma le opportunità offerte da Internet a livello didattico non si esauriscono nel Web.

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Con Polilab Kids i cartoni animati diventano educativi

Polilab Kids

Cos’è il crivello di Eratostene? Scopritelo guardando un cartone animato. Polilab Kids è il progetto del laboratorio HOC del Dipartimento di Elettronica e Informazione del Politecnico di Milano che propone video animati educativi per bambini dai 6 ai 10 anni.

I cartoni animati didattici da vedere online sul sito di Polilab Kids, della durata di 2/3 minuti ciascuno, cercano di soddisfare alcune curiosità dei bambini. Da “Come funziona il cellulare?” a “Quanto è grande l’universo?”, Polilab Kids dà risposte semplici e dirette grazie all’aiuto di simpatici charaters animati.

Polilab Kids è suddiciso in cinque aree tematiche: Ambiente e Società, Archeologia, Matematica, Scienze, Tecnologia. Autori dei contenuti sono i docenti del Politecnico di Milano, coadiuvati da esperti per la sezione Archeologia.

Fonte:
l’articolo di Maestro Alberto su Polilab Kids

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Internet nella vita dei bambini: intervista a Maestra Lidia

Continuano le nostre interviste a insegnanti che raccontano su internet la propria esperienza di educatori. Dopo Maestro Alberto, oggi incontriamo Lidia Pantaleo, maestra di lingua italiana, storia, immagine e informatica alle elementari. Sul suo sito web Maestra Lidia condivide materiali multimediali e spunti per l’educazione dei più piccoli.
Abbiamo posto a Maestra Lidia quattro domande dedicate al rapporto tra i bambini e internet.

Maestra Lidia

Secondo la sua esperienza di insegnante, quale può essere il ruolo di internet nella vita dei bambini? In che modo possono trarre vantaggio da questo mezzo, anche a livello didattico?

Il ruolo di internet nella vita quotidiana dei bambini è molto forte e presente. L’uso che ne fanno in compagnia di adulti è sempre più ramificato e familiare: un mio alunno rumeno racconta come molto semplicemente attraverso webcam o skype parla regolarmente con i suoi nonni nel suo paese d’origine, un mio alunno diversamente abile, guidato dalla ricerca preventiva del papà, utilizza giochi on line di tipo educativo che rendono le sue attività scolastiche casalinghe più stimolanti.
A livello didattico è uno strumento molto duttile, ma prima di usarlo occorre concretizzare un percorso didattico che miri fondamentalmente a 4 macro-obiettivi:
- la conoscenza della storia e dei pro e contro della rete (la verità non va celata o annacquata: la conoscenza è un processo dove ogni elemento può trovare cittadinanza, anche l’elemento ritenuto apparentemente dannoso o inutile poichè la verità contempla tutti gli aspetti della realtà);
- la conoscenza delle varie contromisure da adottare (siti di qualità, motori di ricerca specializzati che filtrano i contenuti (un esempio è Ricerche Maestre a cui collaboro) e utilizzo di portali sicuri e di qualità (come La Girandola o Bambini.it);

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Il web nella vita dei bambini: intervista ad Alberto Piccini

Pubblichiamo oggi un’intervista ad Alberto Piccini, insegnante elementare e autore del blog maestroalberto.it – web 2.0 scuola e nuove tecnologie – uno dei più influenti della blogosfera italiana (sulla classifica di wikio di questo mese si trova al dodicesimo posto).
Abbiamo posto ad Alberto 4 domande che affrontano le principali questioni legate al rapporto tra bambini e internet, dalle opportunità per la didattica alla sicurezza.

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Secondo la sua esperienza di insegnante, quale può essere il ruolo di internet nella vita dei bambini? In che modo possono trarre vantaggio da questo mezzo, anche a livello didattico?

Un ruolo importante. Ovviamente quando si parla di bambini piccoli è necessario risolvere i problemi di sicurezza ed accompagnarli nella navigazione. Premesso ciò c’è da dire che i bambini sono affascinati da Internet tanto quanto gli adulti. Gli stimoli che provengono dalla scuola e dalla famiglia sono decisivi.
Essendo un mezzo interattivo vi trovano di tutto, soprattutto ciò che è vicino alla loro esperienza di vita.
Faccio un esempio. Ho un figlio di 8 anni e, osservandolo al computer, vedo che con i giochi o i programmi ludico-didattici dopo un po’ si annoia, allora si butta su Google alla ricerca dei suoi interessi specifici del momento ed è capace di trascorrere un bel po’ di tempo guardando i filmati di YouTube sui Pokémon o Dragon Ball. Il bello è che ci arriva da solo senza l’aiuto di nessuno.
Constato inoltre che i miei bambini a scuola sono letteralmente affascinati da siti come Stardoll o dalle applicazioni web per creare fumetti online.
Contrariamente alle generazioni precedenti, abbiamo a che fare con esseri nativi digitali.
I vantaggi in termini puramente didattici sono palesi. Con Google Earth tempo fa siamo entrati all’interno di una tomba egizia, in un viaggio virtuale. In quel momento, secondo la logica ristretta delle discipline, stavano svolgendo attività di Storia, Geografia, Informatica e Storia dell’Arte allo stesso tempo.
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National Geographic compra ePals, il social netowrk educativo per studenti e insegnanti

ePals

Anche National Geographic scommette sui social network. L’ente no profit che dal 1888 si occupa di educare i ragazzi su geografia e scienze naturali è tra i protagonisti di un’operazione di finanziamento del social network ePals. Dai 5 ai 7 milioni di dollari: questo è l’importo che finirà nelle casse di ePals per un progetto di partnership con il National Geographic, che fornirà i propri contenuti ai membri del network.

ePals è un social network rivolto a studenti e insegnanti. Gli studenti iscritti sono oltre 13 milioni, gli insegnanti registrati sono 350.000 e viene usato in 200 scuole. Il sito fornisce contenuti educativi che spaziano dalla lettura all’apprendimento delle lingue straniere. Grazie alla collaborazione con National Geographic, l’offerta di contenuti di ePals si arricchirà di nuovi temi: il riscaldamento globale, la cartografia, gli ecosistemi.

L’operazione è stata lodata anche dagli esperti di pedagogia. “Il fenomeno dei social network sta esplodendo nelle scuole elementari e medie”, afferma Greg Hall, psicologo del Bentley College di Boston. “Si tratta di uno strumento per l’apprendimento molto più vivo dei libri. La grande sfida è nel fatto che, quando si parla di tecnologia, spesso gli studenti sono più esperti degli insegnanti”.

Fonte:
l’articolo dell’Examiner sull’operazione di investimento di National Geographic

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