home blog@mypage.it sindicaci;ón

blog.mypage.it

Il web nella vita dei bambini: intervista ad Alberto Piccini

Pubblichiamo oggi un’intervista ad Alberto Piccini, insegnante elementare e autore del blog maestroalberto.it – web 2.0 scuola e nuove tecnologie – uno dei più influenti della blogosfera italiana (sulla classifica di wikio di questo mese si trova al dodicesimo posto).
Abbiamo posto ad Alberto 4 domande che affrontano le principali questioni legate al rapporto tra bambini e internet, dalle opportunità per la didattica alla sicurezza.

maestroalberto_header.jpg

Secondo la sua esperienza di insegnante, quale può essere il ruolo di internet nella vita dei bambini? In che modo possono trarre vantaggio da questo mezzo, anche a livello didattico?

Un ruolo importante. Ovviamente quando si parla di bambini piccoli è necessario risolvere i problemi di sicurezza ed accompagnarli nella navigazione. Premesso ciò c’è da dire che i bambini sono affascinati da Internet tanto quanto gli adulti. Gli stimoli che provengono dalla scuola e dalla famiglia sono decisivi.
Essendo un mezzo interattivo vi trovano di tutto, soprattutto ciò che è vicino alla loro esperienza di vita.
Faccio un esempio. Ho un figlio di 8 anni e, osservandolo al computer, vedo che con i giochi o i programmi ludico-didattici dopo un po’ si annoia, allora si butta su Google alla ricerca dei suoi interessi specifici del momento ed è capace di trascorrere un bel po’ di tempo guardando i filmati di YouTube sui Pokémon o Dragon Ball. Il bello è che ci arriva da solo senza l’aiuto di nessuno.
Constato inoltre che i miei bambini a scuola sono letteralmente affascinati da siti come Stardoll o dalle applicazioni web per creare fumetti online.
Contrariamente alle generazioni precedenti, abbiamo a che fare con esseri nativi digitali.
I vantaggi in termini puramente didattici sono palesi. Con Google Earth tempo fa siamo entrati all’interno di una tomba egizia, in un viaggio virtuale. In quel momento, secondo la logica ristretta delle discipline, stavano svolgendo attività di Storia, Geografia, Informatica e Storia dell’Arte allo stesso tempo.

Internet è un mezzo fortemente interattivo, che ha, tra le varie opportunità, quella di costruire spazi e identità virtuali. Come percepiscono i bambini la differenza tra vita reale e vita simulata? In che modo questo può essere utile alla loro crescita cognitiva e relazionale?

Se pensiamo al successo di Second Life, al gusto che anche gli adulti hanno di vivere un’altra identità, realizzando attività diverse da quelle del mondo fisico e che spesso nella realtà rimangono solo un frustrante sogno irrealizzabile, si può facilmente intuire l’attrazione che anche i bambini possono avere nel costruirsi un alter ego virtuale.
Con un clic si ha la possibilità di intrecciare la vita di tutti i giorni con una vita parallela, in una parola si può “giocare” e vivere un’esperienza a cui nessun bambino o adolescente intende rinunciare.
Evidentemente è necessario che la forma di identificazione sia guidata ed appropriata, condotta all’interno di spazi pensati appositamente per i bambini.
Lo straordinario successo dei giochi per console dove ci si identifica con il membro di una famiglia, un personaggio, un avatar o un animale ci suggerisce che tutto ciò potrebbe persino essere sfruttato per fini educativi.
Il problema, come sempre, è la giusta misura, ossia fornire ambienti di svago adatti all’età dove accompagnare i bambini senza lasciarli vivere esperienze in solitudine. Condividere le loro emozioni aiutandoli a comprendere la differenza tra realtà e finzione.

Alcuni vedono in internet un’ulteriore minaccia che allontana i bambini e i ragazzi dai libri e dalla lettura. Cosa pensa di questo? Quali possono essere invece le modalità per far convivere libri e internet nella vita di un bambino?

Ritorno ad esprimere il concetto della prima domanda. Abbiamo a che fare con una generazione nata e cresciuta nell’era di Internet. Non si può dimenticare questa realtà.
Estenderei il discorso sull’uso del computer in generale e riporto di nuovo l’esempio di mio figlio.
Quando è andato in Prima Elementare ho scoperto che già sapeva leggere in qualche modo. Sicuramente saranno stati i libriccini che ha sempre avuto tra le mani e che mamma e babbo gli hanno sempre letto. Ma sono convinto che gli siano stati d’aiuto anche i piccoli programmi didattici che ho cominciato a fargli usare sin da piccolissimo, dove doveva associare per forza di cose un’azione ad una scritta, una parola, una lettera o un numero.
Non credo proprio che Internet allontani dalla lettura, anzi la intensifica. L’amore per la lettura può crescere di pari passo con quella per la navigazione.
A mio avviso non si può generalizzare su questo argomento. Cerchiamo piuttosto di inculcare nei bambini l’abitudine alla lettura, alla consultazione anche fisica dei libri.
Internet e libri possono essere presenti entrambi nella vita di un bambino. Il primo non esclude i secondi.

Un’ultima domanda sulla sicurezza: internet è spesso sotto i riflettori per i pericoli legati alla visione di contenuti inappropriati e agli incontri rischiosi con sconosciuti. Quali possono essere, dal suo punto di vista, le soluzioni migliori per aiutare i più piccoli a navigare in rete in tutta sicurezza?

C’è solo una risposta: la presenza di un adulto. Ci sono moltissimi metodi per limitare la “pericolosità” della rete: browser a misura di bambino, filtri, liste di siti, motori di ricerca specifici.
Io stesso con Ricerche Mestre, assieme a un gruppo di colleghi insegnati, abbiamo costruito un motore di ricerca specifico per bambini e famiglie, che seleziona soltanto siti scelti da noi.
Tuttavia non esiste una soluzione definitiva per navigare in rete in tutta sicurezza se non l’occhio vigile di un adulto.
Credo che non si debba vedere Internet come il male assoluto, come spesso accade quando si leggono o ascoltano certe informazioni distorte dai media.
Se si lascia un bambino da solo a fare zapping sui canali satellitari o digitali, forse non esiste lo stesso problema? Persino certe riviste in mano ai ragazzini o i contenuti offerti per i telefoni cellulari talvolta sono offensivi e del tutto inappropriati.
I genitori, la famiglia, la scuola giocano un ruolo decisivo: accompagnare i nostri figli a crescere e a distinguere ciò che è buono da ciò che invece non lo è.

Tags: , , , , , , , , ,

0 comments »

Your comments

You must log in to write comments.